Il Fiorino d'Oro e il 1369, un anno speciale per noi!

Il Fiorino d'Oro e il 1369, un anno speciale per noi!

Il Fiorino d'Oro del 1252 nasce come espressione di una città e di una contea, la Repubblica di Firenze, che a metà del XIII secolo stava vivendo una prodigiosa espansione del commercio: I mercanti e i banchieri fiorentini, infatti, avevano stretti rapporti con Napoli, Genova, Venezia e altri centri commerciali italiani, per non parlare di Francia, Inghilterra, Spagna e Fiandre.

Inoltre, pur non essendo marinai di lunga data come i veneziani e i genovesi, i fiorentini si spingevano, a più riprese, fino a regioni come la Turchia, il Mar Nero e il Nord Africa. Qui, soprattutto in Tunisia e in Marocco, ricevettero in pagamento grandi quantità d'oro in polvere (chiamato oro paglierino) dai fiumi d'oro del Senegal e che i mercanti riportarono in patria aumentando il potenziale sociale e finanziario di Firenze.

Il Fiorino d'Oro di Firenze aveva una grande reputazione perché si basava sulla stabilità del suo contenuto d'oro (oro fino 3.5368 grammi, 0,1125 once troy).
Il fiorino d'oro portava alla sua destra il Giglio Fiorentino, simbolo distintivo di Firenze, e sulla sua fronte la figura di San Giovanni Battista, patrono della città.
La storia del Fiorino d'Oro si incrocia con la storia di Torrini nel 1369, anno in cui Jacopo della Scarperia deposita e registra il suo signum presso la corporazione dei Corazzai, Chiavaioli e Fabbri di Firenze.
Una delle arti minori fiorentine più vicine a quelle che oggi si potrebbero definire le manifatture artigianali.
Artigiani di mano e di pensiero.

Dove l'esperienza era il risultato dell'esperienza, della vita vissuta. Dove l'arte si esprimeva attraverso i flussi della manualità.
Il 1369 segna il culmine e la fine del ventennio del diffuso senso della ricchezza, oggi potremmo dire del consumismo, che Firenze riuscì a superare nel periodo successivo alle gravi crisi economiche e alle svalutazioni del 1345 e del 1347, nonché al terribile flagello della peste del 1348 che decimò la popolazione fiorentina portandola a meno di 45.000 individui.
Nel ventennio 1350/1369, il pestaggio dei Fiorini d'Oro ebbe una forte contrazione, dovuta soprattutto alla mancanza di personale coinvolto nelle varie fasi di costruzione a seguito della peste compensata dalla grande quantità di monete in circolazione, anche a seguito del fallimento della finanza pubblica e del debito accumulato di quasi un milione e mezzo di Fiorini.

Il 1369 segna il completamento dell'interno del Duomo di Firenze da parte di Francesco Talenti, ancor prima del 1436 quando viene completata la Cupola del Brunelleschi, con i suoi 54 metri di altezza e le sue 37.000 tonnellate (contro quella di San Pietro a Roma, che pesa solo 14.000).
Nel periodo più caldo della costruzione della Cupola, dal 1426 al 1436, Brunelleschi ricevette uno stipendio di 100 Fiorini d'Oro all'anno, che all'epoca corrispondeva all'acquisto di una casa più che dignitosa.

Non poco e, in ogni caso, come dire, un buon investimento per Firenze e per tutta l'Umanità!
L'opera del Brunelleschi sulla Cupola del Duomo di Firenze continuò con la progettazione della grande lanterna al suo culmine, che fu poi completata nel 1461 da Antonio Manetti dopo la scomparsa del grande orafo, scultore e architetto nel 1446.

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